La definizione "scompenso cardiaco" si riferisce a un insieme complesso di sintomi e manifestazioni fisiche causati dall'incapacità del cuore di soddisfare le esigenze dell'organismo. Lo scompenso cardiaco può verificarsi a qualsiasi età e può essere provocato da svariate condizioni; negli adulti le cause più comuni di scompenso sono di origine ischemica, derivano cioè dal restringimento delle arterie che alimentano il muscolo cardiaco (malattia coronarica o cardiopatia ischemica).Fra le cause non ischemiche, le più frequenti sono l'ipertensione arteriosa non curata, il danneggiamento delle valvole cardiache, infezioni (miocarditi, HIV ecc.), abuso di alcohol e droga.Fino a un terzo dei pazienti, inoltre, può presentare arterie coronarie normali e nessuna ulteriore anamnesi significativa; in questi casi, in cui la causa è apparentemente sconosciuta, si parla di cardiomiopatia dilatativa idiopatica (IDCM).
Dal momento che l'azione di pompaggio del cuore non è efficace, oltre ad un insufficiente apporto di ossigeno agli organi vitali, si verifica anche un ridotto ritorno venoso. I liquidi tendono, cioè, ad accumularsi nei polmoni o in altre parti del corpo, soprattutto negli arti inferiori.

Lo scompenso cardiaco colpisce inoltre quei soggetti in cui le due camere inferiori del cuore (ventricolo destro e sinistro) non si contraggono in modo sincrono, come avviene in condizioni normali. In medicina questa condizione è chiamata desincronizzazione ventricolare. In un cuore normale, le due parti si contraggono contemporaneamente e sono efficacemente "sincronizzate". La desincronizzazione ventricolare può aggravare i sintomi dello scompenso cardiaco.
Ultimo aggiornamento: 13.12.2004
